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| CUGLIERI
- INSEDIAMENTO PALEOCRISTIANO DI CORNUS-COLUMBARIS |
| Accesso
- Da Oristano si prende la S.S. 292 per Cuglieri. Poco prima
di arrivare a Santa Caterina di Pittinuri, al km. 25, si trova
sulla destra la deviazione per Cornus -Columbaris indicata
da un cartello. Si svolta e si percorre la strada bianca,
seguendo le indicazioni, per circa due chilometri, quindi
si arriva nei pressi di un moderno caseggiato da cui parte
il sentiero che porta direttamente all'area archeologica,
distante poche centinaia di metri. |

La Basilica arcaica
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La Basilica Battisteriale |
| Descrizione
- L'altopiano di Campu
e' Corra fu colonizzato dai Cartaginesi probabilmente alla
dine del VI secolo a.C., con la fondazione della città
di Cornus. Della città di età punica sono state
rinvenute parecchie testimonianze, tra le quali le più
importanti sono i resti della cinta muraria che cingeva l'altopiano,
varie aree funerarie con tombe a camera scavate nella roccia
e sepolture ad incinerazione, e diverse stipi votive. L'area
dove presumibilmente sorgeva l'acropoli della città,
la collinetta di Corchinas, così come l'area adiacente
che doveva ospitare i quartieri abitativi, non sono state
interessate da scavi sistematici, ma hanno restituito materiali
ceramici sicuramente riferibili all'età punica. L'antica
città di Cornus è famosa anche per essere stata
un baluardo della resistenza sardo-punica alla conquista romana,
avvenuta nel 238 a.C., durante la rivolta che scoppiò
due decenni dopo, nel 215. Tale rivolta scoppiata nel mezzo
della II guerra tra Roma e Cartagine fu guidata da Ampsicora
e suo figlio Josto, probabilmente nobili sardi punicizzati
o di origine punica, che per l'occasione chiesero l'aiuto
della stessa Cartagine e delle popolazioni sarde dell'interno,
i Sardi Pelliti. Dopo due battaglie, la prima combattuta nei
pressi di Cornus e la seconda nel Campidano, la rivolta fu
soffocata e i due protagonisti persero la vita.
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Sarcofago in pietra nella Basilica arcaica |

Fonte battesimale |
In età paleocristiana,
non lontano dall'antica Cornus ebbe notevole importanza il centro
religioso di Columbaris, di cui sono attualmente visibili notevoli
resti monumentali relativi ad un importante area cimiteriale
e a tre basiliche, riportati alla luce a seguito delle numerose
campagne di scavo effettuate nel sito, da quelle degli anni
50' fino alle ultime, risalenti al 1991. La grande necropoli
paleocristiana cominciò ad essere utilizzata nella prima
metà del IV secolo d.C., sfruttando per le sepolture
i resti di alcuni edifici termali di età romana e il
banco roccioso naturale. Le tombe più antiche sono del
tipo "alla cappuccina", cioè con copertura
di tegole, e a enkytrismos, cioè in anfora.
Nella seconda metà del IV secolo viene costruita la basilica
arcaica, con abside, nella quale venivano seppelliti in sarcofagi
di pietra i personaggi più importanti, alcuni dei quali
forse venerati. Moltissimi sarcofagi sono ancora in posto sia
all'interno dell'edificio che nell'area adiacente al lato est.
Poco più tardi vengono costruite anche le altre due basiliche,
comunicanti e con pianta analoga ma inversa. All'interno della
Basilica Maggiore, con funzione episcopale, si può ancora
vedere, al centro della navata centrale il basamento dell'altare
mentre di fronte ad esso si trova la scalinata del basamento
del soglio episcopale, secondo uno schema che si ripete anche
nella seconda basilica, che fungeva da battistero come ben mostra
il fonte battesimale che si trova al centro, di forma poligonale,
originariamente con copertura a baldacchino sostenuta da colonne.
Le belle colonne in marmo che caratterizzavano questo monumento,
intatte e nella posizione originaria al momento della scoperta,
sono state distrutte negli anni 70' ad opera dei vandali e oggi
non ne restano che miseri resti. Annessi alla Basilica Battisteriale
sono anche altri edifici forse pertinenti al palazzo episcopale,
e a varie officine, i cui resti sono stati scoperti durante
gli ultimi scavi. Nel VI secolo tutta l'area è stata
oggetto di una ristrutturazione monumentale.
Oggi il sito si trova in stato di abbandono, nonostante un recente
intervento che avrebbe dovuto valorizzare il sito e renderlo
fruibile ai visitatori, ma che in realtà ha portato solo
alla sistemazione di alcuni pannelli esplicativi lungo la strada
che conduce al sito, peraltro ricchi di informazioni sull'area
di Cornus e la sua storia, e alla costruzione di un edificio
nei pressi del sito, presumibilmente per farne un centro di
accoglienza per i visitatori, ma per ora chiuso. I cancelli
dell'area archeologica sono invece spalancati e il sito è
ingombro di cespugli ed erbacce che ne ostacolano la fruizione
e la comprensione. Si auspica che l'amministrazione locale finalmente
ponga fine a questa situazione che nel 2002 ha portato anche
alla chiusura forzata del sito, in balia dei vandali, ad opera
dei carabinieri. |
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